Notizia comparsa sul Wall Street Journal, e che adesso serpeggia in rete, apparendo timidamente nei media italiani del sottobosco di Internet: almeno sei banche cinesi hanno sospeso la concessione di nuovi prestiti.
L'Industrial & Commercial Bank of China Ltd, China Citic Bank e Bank of China hanno sospeso le proprie linee di credito.
Sembra che la cosa non sia stata presa bene dagli importatori, e che questa manovra li spiazzerà notevolmente...
Che si avvicinino tempi interessanti anche sul fronte cinese?
Un articolo completo (in inglese)lo trovate qui.
giovedì 28 gennaio 2010
martedì 28 luglio 2009
come evitare che facebook usi le vostre foto per fare pubblicità
Da qualche giorno, Facebook può usare le vostre foto per annunci pubblicitari rivolti ai vostri amici.
Lo sapevate? Scommetto di no.
Ve ne eravate accorti? Forse anche si, ma certamente non ci avete fatto caso...
Beh, se volete evitare che ciò accada, il trucco è semplice:
andate in Impostazioni -> Privacy -> Notizie e Bacheca -> Inserzioni di Facebook -> Presenza nelle Inserzioni di Facebook e poi impostate il valore a “Nessuno”.
Lo sapevate? Scommetto di no.
Ve ne eravate accorti? Forse anche si, ma certamente non ci avete fatto caso...
Beh, se volete evitare che ciò accada, il trucco è semplice:
andate in Impostazioni -> Privacy -> Notizie e Bacheca -> Inserzioni di Facebook -> Presenza nelle Inserzioni di Facebook e poi impostate il valore a “Nessuno”.
sabato 4 luglio 2009
Convertire gratis presentazioni PowerPoint in formato Flash
Una premessa: Flash è la iattura di internet, e l'unica cosa peggiore che può capitare alla rete è che un terremoto rada al suolo Mountain View...
Quindi, per quanto mi riguarda, flash non esiste, non va preso in considerazione, non va inserito in un sito serio (e nemmeno in un sito poco serio...)
Se, tuttavia, volete fare la fesseria di inserire un contenuto Flash nel vostro sito, esiste un modo validissimo ed a costo zero per convertire la vostra presentazione Powerpoint in Flash: usate Openoffice.
Openoffice permette infatti di salvare qualsiasi file in formato SWF (come, peraltro, in un sacco di altri formati... Openoffice è un convertitore di file eccezionale).
Unico limite: non vengono gestite animazioni e transizioni.
Un po' di consigli su come creare la presentazione Powerpoint in maniera orrimizzata per la conversione in flash:
Ah, un ultima cosa: fatevi un favore. Visto che ve lo siete installato, cominciate ad usare Openoffice per tutte le vostre necessità, e buttate a mare quell'altra suite che avete pagato un rene ma che fa schifo...
Quindi, per quanto mi riguarda, flash non esiste, non va preso in considerazione, non va inserito in un sito serio (e nemmeno in un sito poco serio...)
Se, tuttavia, volete fare la fesseria di inserire un contenuto Flash nel vostro sito, esiste un modo validissimo ed a costo zero per convertire la vostra presentazione Powerpoint in Flash: usate Openoffice.
Openoffice permette infatti di salvare qualsiasi file in formato SWF (come, peraltro, in un sacco di altri formati... Openoffice è un convertitore di file eccezionale).
Unico limite: non vengono gestite animazioni e transizioni.
Un po' di consigli su come creare la presentazione Powerpoint in maniera orrimizzata per la conversione in flash:
- Cornici di Testo e grafica - Tutte le cornici di testo e gli oggetti grafici devono stare all'interno dell’area della diapositiva
- ActiveX - Gli oggetti ActiveX danno problemi spesso e volentieri del suo; nella conversione in Flash, la situazione non può che aggravarsi... cercate di evitare di usarli.
- Font - Tutti i font utilizzati devono essere installati sul computer che elabora la conversione (la cosa migliore è realizzare la conversione sullo stesso PC su cui è stata realizzata la presentazione)
Ah, un ultima cosa: fatevi un favore. Visto che ve lo siete installato, cominciate ad usare Openoffice per tutte le vostre necessità, e buttate a mare quell'altra suite che avete pagato un rene ma che fa schifo...
mercoledì 24 giugno 2009
cable economizer UTP do-it-yourself
Nel cablaggio di una rete a 100 mbps, non tutte le coppie di fili all'interno del cavo di rete vengono utilizzate; precisamente, ne viene utilizzata la metà.
Di conseguenza, è possibile sullo stesso cavo UTP far viaggiare due collegamenti distinti. Non è una soluzione elegantissima, NON è conforme a nessuno standard, NON è certificabile, ma funziona...
Esistono degli accrocchi che permettono di farlo in maniera un po' più elegante, e sono questi:
Basta utilizzarne uno ad ogni estremità del cavo, e ci ritroviamo con DUE prese laddove ce n'era una sola... geniale, vero?
Gli scatolotti sono eleganti, ma hanno due difetti: COSTANO e, soprattutto, è garantito che quando ne avrete bisogno non ci saranno: dovrete appena uscire, cercarli, probabilmente ordinarli, attenderli...
Se vi arrangiate a crimpare i frutti di rete, potete realizzare lo stesso schema "a mano", crimpando i fili secondo le seguenti regole:
1 ----------------1
2 ------------------ 2
3 ------------------ 3
6 ------------------ 6
1 ----------------1
2 ------------------ 2
3 ------------------ 3
6 ------------------ 6
(Molto più difficile a spiegare che non a farsi...)
Di conseguenza, è possibile sullo stesso cavo UTP far viaggiare due collegamenti distinti. Non è una soluzione elegantissima, NON è conforme a nessuno standard, NON è certificabile, ma funziona...
Esistono degli accrocchi che permettono di farlo in maniera un po' più elegante, e sono questi:
Basta utilizzarne uno ad ogni estremità del cavo, e ci ritroviamo con DUE prese laddove ce n'era una sola... geniale, vero?Gli scatolotti sono eleganti, ma hanno due difetti: COSTANO e, soprattutto, è garantito che quando ne avrete bisogno non ci saranno: dovrete appena uscire, cercarli, probabilmente ordinarli, attenderli...
Se vi arrangiate a crimpare i frutti di rete, potete realizzare lo stesso schema "a mano", crimpando i fili secondo le seguenti regole:
- i fili effettivamente utilizzati sono 4: 1, 2, 3 e 6
- quindi i 4, 5, 7 ed 8 resterebbero (in teoria) liberi
- da una parte collegheremo quindi i fili sui pin 1, 2, 3 e 6 (e gli stessi, corrispondentemente, sull'altro frutto)
- I fili rimasti liberi li dirotteremo quindi su un altro frutto, e li collegheremo sempre sui pin 1, 2, 3 e 6
1 ----------------1
2 ------------------ 2
3 ------------------ 3
6 ------------------ 6
1 ----------------1
2 ------------------ 2
3 ------------------ 3
6 ------------------ 6
(Molto più difficile a spiegare che non a farsi...)
sabato 13 giugno 2009
Quanti secchi per una carriola?
C'è poco da fare: nell'edilizia economico-autarchica del fai-da-te (ovvero, quella che a casa mia va per la maggiore) le unità di misura sono strambe: sacco, sacchetto, secchiello, secchio e carriola. Il sistema metrico decimale non è ancora arrivato ad imporsi...
Ho provato a cercare in google delle equivalenze, ma non ci sono riuscito agevolente... quindi vedo di colmare questa lacuna.
Ho provato a cercare in google delle equivalenze, ma non ci sono riuscito agevolente... quindi vedo di colmare questa lacuna.
- Sacchetto: 25 Kg di legante (cemento Portland, calce idraulica)
- Sacco: 50 Kg (ormai scomparso in ossequio alla 626 e per rispetto alla schiena dei muratori... eh, non ci sono più i muratori di una volta, che si portavano due sacchi da 50 Kg sulle spalle in equilibrio precario su un ponteggio traballante...)
- Secchiello, o "secchio da muratore": sono quelli in PVC rosso o nero (una volta erano in ferro), fortemente svasati (per agevolare l'impasto con la cazzuola); la capacità è di 15 litri.
- Secchio: è quello tipicamente "recuperato" dal confezionamento di pitture, in PVC o acciaio. In ogni isola ecologica che si rispetti ne potrete recuperare una dozzina semplicemente offrendo una birra al custode.
Esistono di due capacità: quelli più bassi, da 14 litri, e quelli più alti (ma un po' più stretti), da 16 litri. - Carriola: tipicamente 85 litri. Ma ne esistono anche di più grandi (fino a 110 litri), e di più piccole (da 75 litri)
venerdì 17 aprile 2009
Olio solare fai-da-te
Torniamo al paradigma del far-da-sé.
L'olio solare e crema protettiva qui proposti, oltre a risparmiare un po' di soldini, ci permettono di controllare cosa veramente ci mettiamo sulla pelle.
L'olio abbronzate può ovviamente esser considerato un lusso; la crema protettiva sarà utile a quanti si ritroveranno prossimamente a dover passare la propria giornata nei campi...
Solite avvertenze di rito: attenzione alle personali allergie ed intolleranze ai componenti. Sperimentare inoltre personalmente l'effettivo livello di protezione della crema, il cui effetto è abbastanza soggettivo.
Olio abbronzante alla carota
Ingredienti:
Pestare finemente il mallo di noce in un mortaio, aggiungendo lentamente con gli oli ed amalgamando bene.
Conservare in un recipiente chiuso
Crema protettiva alla cera
Ingredienti:
Sciogliere la cera a bagnomaria, aggiungendo l'olio di semi di girasole.
Aggiungere il biossido di titanio, mescolando bene.
Togliere dal fuoco e, prima che raffreddi, aggiungere gli altri oli.
Mescolare bene fino al raffreddamento.
Conservare in un recipiente chiuso.
Nota sugli ingredienti:
il biossido di titanio si trova in una drogheria ben fornita oppure (molto più caro) in farmacia.
L'olio di oliva e di semi di girasole sono normalissimi oli alimentari
Gli altri oli si trovano in erboristeria
L'olio solare e crema protettiva qui proposti, oltre a risparmiare un po' di soldini, ci permettono di controllare cosa veramente ci mettiamo sulla pelle.
L'olio abbronzate può ovviamente esser considerato un lusso; la crema protettiva sarà utile a quanti si ritroveranno prossimamente a dover passare la propria giornata nei campi...
Solite avvertenze di rito: attenzione alle personali allergie ed intolleranze ai componenti. Sperimentare inoltre personalmente l'effettivo livello di protezione della crema, il cui effetto è abbastanza soggettivo.
Olio abbronzante alla carota
Ingredienti:
- 2 parti di olio di oliva
- 2 parti di olio di carota
- 2 parti do olio di germe di riso
- 3 parti di mallo di noce
- 5 parti di olio di semi di mais
Pestare finemente il mallo di noce in un mortaio, aggiungendo lentamente con gli oli ed amalgamando bene.
Conservare in un recipiente chiuso
Crema protettiva alla cera
Ingredienti:
- 20 g di cera d'api
- 20 g di biossido di titanio
- 14 cucchiai di olio di semi di girasole
- 4 cucchiai di olio di sesamo
- 4 cucchiai di olio di avocado
- 4 cucchiai di olio di germe di riso
Sciogliere la cera a bagnomaria, aggiungendo l'olio di semi di girasole.
Aggiungere il biossido di titanio, mescolando bene.
Togliere dal fuoco e, prima che raffreddi, aggiungere gli altri oli.
Mescolare bene fino al raffreddamento.
Conservare in un recipiente chiuso.
Nota sugli ingredienti:
il biossido di titanio si trova in una drogheria ben fornita oppure (molto più caro) in farmacia.
L'olio di oliva e di semi di girasole sono normalissimi oli alimentari
Gli altri oli si trovano in erboristeria
martedì 31 marzo 2009
Vivere senza accendere il ferro da stiro
Vivere senza accendere il ferro da stiro
Vivere senza accendere il ferro da stiro. Certo che si può. Vi racconto la mia personale seconda rivoluzione domestica. La prima fu quella della lisciva, il detersivo autoprodotto.
Si vive benissimo senza stirare. Finita la noia delle ore trascorse a rincorrere piegoline su maglie e camicie. Liberato tempo, risparmiata energia elettrica. E vi garantisco che, dieci minuti dopo averlo indossato, un abito non stirato è esattamente come uno passato e ripassato mezz’ora sotto il ferro. Ecco come si fa.
Per fare a meno di stirare bisogna innanzitutto estrarre il bucato dalla lavatrice appena è finito il lavaggio, o comunque il più presto possibile. Se sta lì, pigiata e bagnata, la roba si spiegazza di più.
Poi bisogna stendere bene. Con cura, insomma, evitando che si formino pieghe. L’operazione richiede qualche minuto. Un tempo comunque di gran lunga inferiore rispetto a quello che si trascorrerebbe a stirare.
Regola fondamentale, usare il più possibile gli attaccapanni per stendere maglioni, felpe e magliette. Rimangono belli in forma.
Poi, tutto il resto non va mai steso a cavallo del filo. Lascia l’impronta, un’antiestetica piega. Se non si usa l’attaccapanni, bisogna accostare le magliette al filo, lasciandole spenzolare giù per tutta la lunghezza, con il collo verso il basso, e piazzare le mollette. Idem i pantaloni, con l’orlo verso il basso. Meglio in ogni caso stendere dal rovescio: a volte le mollette lasciano un’ammaccatura.
Io mi regolo così. Ovvio che questo sistema non dà buoni frutti con le camicette di cotone e i pantaloni con la piega, ai quali la stiratura è indispensabile.
Però basta orientarsi su altri capi d’abbigliamento. Per non rottamare brutalmente le camicette ancora presenti nell’armadio, si possono indossare d’inverno, quando è sufficiente limitarsi a stirare colletto e polsini.
E i pantaloni con la piega? Il loro maquillage sull’asse da stiro può essere ridotto ai minimi termini da una accurata messa in piega serale. A patto di metterli a posto con millimetrica precisione, li si può addirittura collocare sotto il materasso, e dormirci su. Al mattino sono stirati.
Sì, lo so. C’è gente che non può vivere senza stirare, e passa sotto il ferro anche mutande e canottiere. Fate pure, se vi piace. Io mi regolo in tutt’altro modo. E da quando ho spento il ferro vivo più leggera.
Si vive benissimo senza stirare. Finita la noia delle ore trascorse a rincorrere piegoline su maglie e camicie. Liberato tempo, risparmiata energia elettrica. E vi garantisco che, dieci minuti dopo averlo indossato, un abito non stirato è esattamente come uno passato e ripassato mezz’ora sotto il ferro. Ecco come si fa.
Per fare a meno di stirare bisogna innanzitutto estrarre il bucato dalla lavatrice appena è finito il lavaggio, o comunque il più presto possibile. Se sta lì, pigiata e bagnata, la roba si spiegazza di più.
Poi bisogna stendere bene. Con cura, insomma, evitando che si formino pieghe. L’operazione richiede qualche minuto. Un tempo comunque di gran lunga inferiore rispetto a quello che si trascorrerebbe a stirare.
Regola fondamentale, usare il più possibile gli attaccapanni per stendere maglioni, felpe e magliette. Rimangono belli in forma.
Poi, tutto il resto non va mai steso a cavallo del filo. Lascia l’impronta, un’antiestetica piega. Se non si usa l’attaccapanni, bisogna accostare le magliette al filo, lasciandole spenzolare giù per tutta la lunghezza, con il collo verso il basso, e piazzare le mollette. Idem i pantaloni, con l’orlo verso il basso. Meglio in ogni caso stendere dal rovescio: a volte le mollette lasciano un’ammaccatura.
Io mi regolo così. Ovvio che questo sistema non dà buoni frutti con le camicette di cotone e i pantaloni con la piega, ai quali la stiratura è indispensabile.
Però basta orientarsi su altri capi d’abbigliamento. Per non rottamare brutalmente le camicette ancora presenti nell’armadio, si possono indossare d’inverno, quando è sufficiente limitarsi a stirare colletto e polsini.
E i pantaloni con la piega? Il loro maquillage sull’asse da stiro può essere ridotto ai minimi termini da una accurata messa in piega serale. A patto di metterli a posto con millimetrica precisione, li si può addirittura collocare sotto il materasso, e dormirci su. Al mattino sono stirati.
Sì, lo so. C’è gente che non può vivere senza stirare, e passa sotto il ferro anche mutande e canottiere. Fate pure, se vi piace. Io mi regolo in tutt’altro modo. E da quando ho spento il ferro vivo più leggera.
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