domenica 12 agosto 2012
come trovare una vite nascosta dalla vernice
Quando poi capita di dover smontare lo stipite, ritrovarli è un'impresa apparentemente impossibile (e quindi spesso si decide di passare alle maniere forti: mazza e leverino, sfasciando completamente lo stipite...)
Per ritrovarli, basta munirsi di un potente magnete (ad esempio quelli che si possono recuperare all'interno degli hard disk), e passarlo lentamente lungo tutta la superficie: ci rivelerà immancabilmente dove è nascosta la vite o il chiodo che stiamo cercando, anche sotto parecchi strati di stucco e vernice!
giovedì 12 luglio 2012
sessola e paletta da riutilizzo
giovedì 18 marzo 2010
attrezzi da tasca 1 - il temperino svizzero Victorinox
Per destreggiarsi in questi casi, è giocoforza portarsi dietro un qualche genere di attrezzo multiuso; tant'è che, almeno nel mio caso, averne uno in tasca è quasi una necessità: a non averlo, mi sento nudo...
Ma qual'è il migliore attrezzo multiuso?
Il primo a venire in mente (ed a ragione) è il classico "temperino svizzero" Victorinox.
E dico "a ragione" perché effettivamente si tratta di un attrezzo superbo, costruito al meglio, con forme e funzioni studiate al meglio e con materiali di primissima qualità.
Esiste una pletora di copie, costruite in svariati angoli del mondo (anche se perlopiù in Cina), offerte a pochi euro... ma non vale neppure la pena di prenderle in considerazione.
La differenza, qualitativamente parlando, è abissale.
Mentre la differenza di prezzo, in termini assoluti, è minima.
Per un temperino cinese, spenderemo pochi euro.
Per un temperino originale Victorinox, spenderemo poche decine di euro.
In termine percentuali è una grossa differenza, anche di un ordine di grandezza: con quello che spendiamo per un temperino Victorinox, potremmo acquistare dieci (!!!) temperini cinesi.
Ma tutto sommato la differenza assomma al prezzo di una pizza e una birra per due...
Se parlassimo di automobili.. quanti di voi possono permettersi una Mercedes? Non potete permettervela, e vi accontentate di una Fiat, o peggio...
Bene, nel caso dei temperini, potete permettervi tranquillamente l'equivalente di una Mercedes: perché non farlo? Perché non concedersi questo piccolo lusso?
Il catalogo Victorinox è amplissimo, e può addirittura spiazzare: vi sono letteralmente dozzine di modelli differenti, con funzioni talvolta assolutamente esoteriche, o ai confini del misterioso... quindi, come scegliere?
Una considerazione: un coltellino multiuso NON sostituisce una vera "cassetta degli attrezzi", nè potrà mai farlo. Non esiste temperino al mondo che ci permetterà di smontare un rubinetto: ci vorrà un giratubi.
Nessun temperino sviterà mai un dado da 13 ben serrato: ci vorrà l'apposita chiave.
Nessun temperino ci permetterà di abbattere un albero, anche se giovane: ci vorrà al minimo un'accetta o un segaccio ad arco.
Il temperino servirà a mille piccoli interventi di fortuna, dove conterà più l'ingegno, l'arte di arrangiarsi, la fantasia che non l'attrezzo in sé. Ed in questi frangenti il temperino multiuso sarà destinato ad esser usato in maniera impropria.
Un esempio: una volta mi capitò di dover sbloccare dei morsetti bloccati da dadi da 22. Ma io avevo solo una chiave esagonale da 24. Ed allora?
Allora cacciai la lama del cacciavite del mio temperino (quella montata sull'apribottiglie) in modo da incastrarsi tra la chiave ed il dado, e riuscii a fare il lavoro.
Avete presente la coppia di serraggio di un dado da 22? Avete presente le dimensioni di una chiave da 24? Avete presente come si possa ridurre una lama da cacciavite usata in un frangente del genere?
Eppure il mio temperino Victorinox è sopravvissuto egregiamente, e solo una leggerissima ed appena percettibile tacca ricorda questo abuso che avrebbe senz'altro segnato la prematura fine di qualsiasi attrezzo di minor qualità...
Tutto questo, per dire: non ci serve un set di funzioni completissima, del coltello per squamare, del leva-ami ecc. possiamo tranquillamente fare a meno.
Poche funzioni essenziali significheranno un temperino meno ingombrante, più facile da impugnare, più leggero e meno costoso.
Quali sono quindi le funzioni essenziali?
Secondo me, partendo da queste premesse il prodotto migliore è il modello "camper":
- lama "grande"
- lama piccola
- apribottiglie + cacciavite a lama "grande"
- apriscatole + cacciavite a lama piccolo
- punteruolo alesatore
- sega da legno
- cavatappi
- pinzetta
- stuzzicadenti
Il prezzo di questa versatile meraviglia dovrebbe superare di poco i 20 euro...
Un unico appunto da muovere a questo attrezzo: le lame non sono dotate di blocco in posizione "aperto", e quindi, se utilizzate in maniera impropria, possono richiudersi pericolosamente sulle dita che lo impugnano.
Tutta la manutenzione necessaria per questo attrezzo: una goccia di olio in prossimità dei perni, quando serve (il che significa una volta all'anno...), per rendere più fluida e morbida l'apertura degli attrezzi.
Sul sito della Victorinox trovate anche una lettura affascinante: un libretto intotalto "True stories", che riporta una serie di episodi nei quali i protagonisti si sono ritrovatoi a fronteggiare situazioni pericolose armati del loro fido temperino svizzero...
Una doverosa precisazione: ho scritto che il "Camper" è il modello migliore e più versatile. Poiché la coerenza non è una virtù comune, devo ammettere che quello che ho in tasca in questo istante (e che ho da vent'anni) non è il Camper.
E' un modello senza nome (o al quale, perlomeno, io non sono riuscito ad attribuire un nome...) che, a differenza del camper, non ha stuzzicadenti e pinzetta.
Il Camper è tuttavia il modello che ho regalato ai miei figli per il loro decimo compleanno, ed è quello che mi comprerei il giorno che dovessi - malauguratamente - smarrire il mio...
Una nota: oltre al Victorinox, esiste un'altra marca di "temperino svizzero originale": la Wenger.
Mi dicono che la qualità sia la stessa, tuttavia non ne ho mai provato uno, e quindi personalmente non mi pronuncio.
Posso dire che sono difficilissimi da trovare (la distribuzione Victorinox è capillare, mentre quella Wenger sembra molto più elitaria). Quindi, li ho sempre ritenuti (forse a torto) un po' snob...
mercoledì 24 giugno 2009
cable economizer UTP do-it-yourself
Di conseguenza, è possibile sullo stesso cavo UTP far viaggiare due collegamenti distinti. Non è una soluzione elegantissima, NON è conforme a nessuno standard, NON è certificabile, ma funziona...
Esistono degli accrocchi che permettono di farlo in maniera un po' più elegante, e sono questi:
Basta utilizzarne uno ad ogni estremità del cavo, e ci ritroviamo con DUE prese laddove ce n'era una sola... geniale, vero?Gli scatolotti sono eleganti, ma hanno due difetti: COSTANO e, soprattutto, è garantito che quando ne avrete bisogno non ci saranno: dovrete appena uscire, cercarli, probabilmente ordinarli, attenderli...
Se vi arrangiate a crimpare i frutti di rete, potete realizzare lo stesso schema "a mano", crimpando i fili secondo le seguenti regole:
- i fili effettivamente utilizzati sono 4: 1, 2, 3 e 6
- quindi i 4, 5, 7 ed 8 resterebbero (in teoria) liberi
- da una parte collegheremo quindi i fili sui pin 1, 2, 3 e 6 (e gli stessi, corrispondentemente, sull'altro frutto)
- I fili rimasti liberi li dirotteremo quindi su un altro frutto, e li collegheremo sempre sui pin 1, 2, 3 e 6
1 ----------------1
2 ------------------ 2
3 ------------------ 3
6 ------------------ 6
1 ----------------1
2 ------------------ 2
3 ------------------ 3
6 ------------------ 6
(Molto più difficile a spiegare che non a farsi...)
sabato 13 giugno 2009
Quanti secchi per una carriola?
Ho provato a cercare in google delle equivalenze, ma non ci sono riuscito agevolente... quindi vedo di colmare questa lacuna.
- Sacchetto: 25 Kg di legante (cemento Portland, calce idraulica)
- Sacco: 50 Kg (ormai scomparso in ossequio alla 626 e per rispetto alla schiena dei muratori... eh, non ci sono più i muratori di una volta, che si portavano due sacchi da 50 Kg sulle spalle in equilibrio precario su un ponteggio traballante...)
- Secchiello, o "secchio da muratore": sono quelli in PVC rosso o nero (una volta erano in ferro), fortemente svasati (per agevolare l'impasto con la cazzuola); la capacità è di 15 litri.
- Secchio: è quello tipicamente "recuperato" dal confezionamento di pitture, in PVC o acciaio. In ogni isola ecologica che si rispetti ne potrete recuperare una dozzina semplicemente offrendo una birra al custode.
Esistono di due capacità: quelli più bassi, da 14 litri, e quelli più alti (ma un po' più stretti), da 16 litri. - Carriola: tipicamente 85 litri. Ma ne esistono anche di più grandi (fino a 110 litri), e di più piccole (da 75 litri)
venerdì 17 aprile 2009
Olio solare fai-da-te
L'olio solare e crema protettiva qui proposti, oltre a risparmiare un po' di soldini, ci permettono di controllare cosa veramente ci mettiamo sulla pelle.
L'olio abbronzate può ovviamente esser considerato un lusso; la crema protettiva sarà utile a quanti si ritroveranno prossimamente a dover passare la propria giornata nei campi...
Solite avvertenze di rito: attenzione alle personali allergie ed intolleranze ai componenti. Sperimentare inoltre personalmente l'effettivo livello di protezione della crema, il cui effetto è abbastanza soggettivo.
Olio abbronzante alla carota
Ingredienti:
- 2 parti di olio di oliva
- 2 parti di olio di carota
- 2 parti do olio di germe di riso
- 3 parti di mallo di noce
- 5 parti di olio di semi di mais
Pestare finemente il mallo di noce in un mortaio, aggiungendo lentamente con gli oli ed amalgamando bene.
Conservare in un recipiente chiuso
Crema protettiva alla cera
Ingredienti:
- 20 g di cera d'api
- 20 g di biossido di titanio
- 14 cucchiai di olio di semi di girasole
- 4 cucchiai di olio di sesamo
- 4 cucchiai di olio di avocado
- 4 cucchiai di olio di germe di riso
Sciogliere la cera a bagnomaria, aggiungendo l'olio di semi di girasole.
Aggiungere il biossido di titanio, mescolando bene.
Togliere dal fuoco e, prima che raffreddi, aggiungere gli altri oli.
Mescolare bene fino al raffreddamento.
Conservare in un recipiente chiuso.
Nota sugli ingredienti:
il biossido di titanio si trova in una drogheria ben fornita oppure (molto più caro) in farmacia.
L'olio di oliva e di semi di girasole sono normalissimi oli alimentari
Gli altri oli si trovano in erboristeria
giovedì 5 marzo 2009
Google power meter
Parimenti, ogni kilowattora non consumato è un kilowatt in meno da produrre - quindi, una dei mezzi per cercare di salvare questo pianeta è sicuramente il risparmio energetico in generale e, nello specifico, il controllo dei consumi.
Di strumenti e softwarini vari in rete per monitorare i consumi e controllare quanto ci costa quella maledettissima lucina accesa sul televisore ce ne sono tanti. E' interessante però quando a proporre uno strumento del genere è Google.
Google ha infatti appena presentato il suo powermeter , un semplice strumentino on-line che ci permette di monitorare (e monetizzare...) i nostri consumi elettrici. Perchè (secondo lo slogan rubato a lord Kelvin e fatto proprio da Google power meter) "se non lo puoi misurare, non lo puoi migliorare".
mercoledì 11 febbraio 2009
parrucchieri di se stessi
Aggiungendo che è da 10 anni che ormai non spendo un centesimo dal barbiere...
Quanto avrò risparmiato?
E di quanto avrò sabotato il PIL nazionale?
Risorse, Economia e Ambiente: Abitudini, inerzie e altre patologie / 6 : parrucchieri di se stessi
Nella foto potete vedere il tagliacapelli che ho acquistato più di un anno fa (non dovrebbe leggersi la marca, dunque nessuna pubblicità occulta). Avevo deciso di procurarmelo un po' per sfizio, un po' per tentare una via di risparmio.
Dopo i primi 2-3 tagli, consacrati a prendere confidenza con l'apparecchio, devo dire che sono molto soddisfatto. In tre quarti d'ora al massimo realizzo il taglio (e regolo pure la barba, quando c'è) , dunque il tempo impegnato è inferiore al caso classico dal parrucchiere prenotazione-spostamento-attesa-taglio-spostamento.
A livello economico il ritorno è interessante: 70 € di spesa; tagliando i capelli ogni mese, risparmio 15 x 12 =180 € l'anno. Supponendo che la batteria ricaricabile vada bene una decina d'anni, risparmio 1.800 € , spendendone 70 + pochi di corrente elettrica. Naturalmente, nel caso di un nucleo familiare con n utenti la resa aumenta di un fattore "quasi" n (facendo più ricariche all'anno la vita potrebbe diminuire).
Rispetto al caso del rasoio a mano c'è una sostanziale differenza. Non ci sono "rifiuti" evidenti in gioco come le lamette, dunque le due optioni "parrucchiere" e "fai da te" sono grossomodo ecologicamente equivalenti. Appurato questo, siamo liberi di scegliere il risparmio e la qualità casereccia, oppure la spesa e la performance. Naturalmente, la mia capacità/qualità di autotaglio è anni luce dalla professionalità e dall'estro di un vero parrucchiere. Ma questa è un'altra storia.
PS Con i capelli corti, risulta del tutto superfluo l'utilizzo del phon nella stagione invernale; anche la quantità di shampoo da impiegare diminuisce significativamente.
giovedì 5 febbraio 2009
lunedì 2 febbraio 2009
un truogolo geniale
Un truogolo (o trogolo), semplicemente, è una mangiatoia per maiali.
E, considerato che in futuro (penso abbastanza prossimo) molti si ritroveranno giocoforza a riscoprire antiche arti come quella dell'allevamento di maiali, avendone visto uno assolutamente geniale per semplicità e praticità, ve lo propongo:
E' fatto semplicemente con un pezzo di tubo in plastica corrugato "doppio strato", normalmente utilizzati oggi per le fognature (tipo questi, per intenderci).
Uno spezzone lungo uno o due metri si può recuperare gratis in un cantiere; basta tagliarne via un pezzo, utilizzare due tavole di legno per chiuderlo ai lati, altri due pezzi di legno alla base per sostenere le tavole di chiusura... probabilmente un'ora di lavoro in tutto, se non meno.
Economico, durevole, facile da lavare... cosa vogliamo di più?
giovedì 15 gennaio 2009
i manuali della FAO per il fai-da-te
Sono manuali molto "spartani", ma completi ed efficaci, che coprono gli aspetti più vari del fai-da-te: dalla produzione del sapone alla costruzione di murature in pietra, passando per le tecniche di riutilizzo delle bottiglie di PET, la manutenzione della bicicletta e l'allevamento delle pecore.
Manuali studiati per il terzo mondo, ma funzionano anche qui... e mi sa che presto ne avremo bisogno.
Potete anche copiarveli tutti in un angolino del vostro hard disk (sono 680 MB... un CD-ROM) e tenerli pronti... non si sa mai.
martedì 6 gennaio 2009
come estrarre una vite dal legno
Usare il cacciavite della misura giusta aiuta, però spesso non è sufficiente, e si corre il rischio di spanare la vite o addirittura spezzarla (rendendo quindi ancor più arduo poi estrarle).
Un trucco efficace è quello di avvicinare alla testa della vite bloccata un ferro rovente o un saldatore, e scaldarla molto bene. Dopodichè, lasciarla raffreddare... e provare ad estrarla.
Perchè funziona?
Scaldando la vite, otteniamo di far ritrarre il legno tutto attorno, e di creare quindi un minimo gioco, sufficiente a renderci più facile l'operazione.
mercoledì 31 dicembre 2008
Copertura in pietra "veloce ed economica" per stufe in muratura
La mia perplessità è sempre la stessa: questa sorta di "piastrelle" in pietra se ne resteranno effettivamente poi sempre al loro posto, nonostante le prevedibili sollecitazioni dovute alla dilatazione termica? O prima o poi osserveremo le prime crepe, i primi distacchi, ed infine "tutti giù perterra"?
Forse il trucco è solo nell'usare il legante giusto... ma quale sarà? Nell'articolo parlano di "high-quality gray thin set mortar"... ovvero "malta grigia di alta qualità a grana sottile". Il che vuol dire tutto e niente...
mercoledì 10 dicembre 2008
una bella guida alle stufe in muratura fai-da-te...
Fatevi pure un giretto sul sito, che male non fa...
La guida è in inglese, of course: sperate forse di trovare qualcosa in italiano? Illusi!
Forse ci penserò io, prima o poi... ma sarà certamente abbastanza "poi". Forse fate prima ad imparare l'inglese...
martedì 9 dicembre 2008
detersivo per lavastoviglie fai-da-te
Peraltro, bisogna dire che è un attrezzo discretamente efficiente (si consuma meno acqua che non a lavare a mano), decisamente utile, per farlo andare basta una mezza secchiata di energia elettrica... il neo eventualmente è il detersivo, maledettamente inquinante ed ancor più maledettamente caro.
Bene, vi rivelerò che in rete si trovano diverse ricette di detersivi per lavastoviglie fai-da-te, basati tutti su sostanze naturali e non inquinanti, e dal costo talvolta ridicolo.
E vi rivelerò un altro dettaglio sconcertante: tutti quanti, più o meno, funzionano il detersivo del supermercato.
Alcune ricette:
- Proposto da Peacelink:
Preparazione: mettere i limoni e il sale nel frullatore e tritare per 20 secondi. Mettere sul fuoco e
aggiungere l'acqua e l'aceto, far bollire per circa 15 min. sbattendo con una frusta. Conservare in barattolo di vetro.
Dosi: due cucchiai nella vaschetta della lavastoviglie o quanto basta sulla spugna per lavaggi a mano.
Per piatti particolarmente sporchi e untuosi nell'acqua per lavare i piatti o nella lavastoviglie si può mettere anche mezzo limone.
- Proposto da biodetersivi:
- Tagliare i limoni in 4-5 pezzi togliendo solo i semi e mantenendo la buccia (è più facile se tagliate il limone a rondelle)
- Frullarli con un mixer insieme ad un po' di acqua e al sale. Per evitare intasamenti del filtro lavastoviglie, frullate a lungo e molto finemente la poltiglia. Controllate l’efficacia del vostro frullatore, altrimenti resteranno residui anche sulle stoviglie.
- Mettere la poltiglia in una pentola, aggiungere tutta l'acqua e l'aceto e far bollire per circa 10 minuti mescolando, affinché non si attacchi. Quando si è addensato e raffreddato mettere in vasetti di vetro.
Come si usa:
- Due cucchiai da minestra per la lavastoviglie. Non mischiate il detersivo fai da te a quello classico lavastoviglie.
- A piacere per i piatti a mano. In caso di stoviglie unte basta aggiungere sulla spugnetta un po' di
detersivo classico piatti a mano visto che, a differenza di quello per lavastoviglie, può mischiarsi con quello fai da te.
Una nota per quanto riguardo i limoni da utilizzare: avete presente quelli che si trovano al mercato, vicino ai cassonetti? Si, quelli un po' ammaccati, o troppo maturi? Ecco, quelli sono perfetti. E, ovviamente, sono gratis...
Sembra inoltre (anche se non ho provato) che se si usano detersivi fai-da-te il brillantante si può efficacemente sostituire con l'aceto.
Inoltre (e questo è certissimo), indifferente che si usi detersivo "normale" o fai-da-te... al posto del sale specifico per lavastoviglie si può usare normalissimo sale grosso da cucina.
barbatrucco per infilare i tubi della stufa
Il barbatrucco è: avvolgere il maschio in un anello di filo di ferro a qualche cm dal bordo e stringere l'anello con un chiodo; l'anello stringerà il tubo, e ne regolarizzerà anche la forma, rendendolo circolare se si è ovalizzato.
A questo punto basterà presentare il tubo e, una volta infilato per i primi centimetri, tagliare l'anello di filo di ferro.
domenica 7 dicembre 2008
uso della malta refrattaria
Non aspettatevi che ve la traduca: al massimo, giusto per darvi un'idea e farvi fare quattro risate, vi riposto la traduzione automatica di Google:
HTC: Malta refrattaria e il suo utilizzo nel nucleo costruzione.
Le seguenti immagini illustrano l'uso di aria serie refrattari mortaio in questo caso Refracol 1.
Altri termini utilizzati per mortaio sono refrattari ad alta temperatura di cemento, argilla e fuoco.
Per l'apertura di un nuovo segmento di mortaio, è importante mescolare accuratamente il contenuto. A causa della agitazione di trasporto, la coerenza di mortaio non può più essere omogeneo. Il peso complessivo avrà la tendenza a cadere al fondo del secchio ed il luogo di silicato di sodio verso l'alto. Se non mescolato, la parte in basso sarà debole in silicato di sodio.
Durante l'agitazione iniziale è prassi comune aggiungere acqua per portare il mortaio a una coerenza funzionale. Quando abbastanza liquido, se uno di mattoni refrattari è posto sulla superficie, la metà del mattone dovrebbe affondare nel mortaio. Questo però è solo una regola generale e ogni muratore di aggiungere acqua fino ad arrivare a loro preferito la coerenza.
Se l'acqua non viene aggiunto all'apertura di un nuovo segmento sarà difficile stabilire il mattone con le articolazioni estremamente necessario.
Come procede il lavoro e relativamente asciutto 'togliere' è remixato indietro nel secchio che sarà necessario per aggiungere più acqua per mantenere la coerenza originale.
Mentre si lavora è importante per mantenere la superficie interna del secchio esente da mortaio 'togliere' che è raschiati indietro sul bordo interno del secchio - può secco sorprendentemente veloce, e quando torna nel misto, farà sì che il contenuto del secchio per essere bitorzoluto.
All'ora di pranzo e pause, il secchio deve essere saldamente chiusi con il suo coperchio.
Ci sono due metodi di applicazione mortaio per il mattone. La malta può essere diffuso sul mattone con un margine di spatola. O il mattone può essere 'immerso' direttamente nel secchio, con eccesso di mortaio essere asportate fuori dalla spatola.
Utilizzo di un margine di cazzuola è importante in quanto la piazza fine consente di indurimento mortaio essere completamente asportate dal letto nei casi in cui un mattone deve essere ri-layed, e le nuove mortaio applicato.
Mortaio è, di regola, applicata al mattone e mai per il letto su cui sarà indicato.
Di mattoni refrattari deve essere asciutta quando decise, anche se l'umidità superficiale da un lungo visto tagliare non è dannoso.
A causa del mattone essere asciutto, rigoroso e articolazioni richiesto, è necessario stabilire il mattone uno più rapidamente possibile dopo che il mortaio è stato applicato. Il tasso al quale il mortaio è influenzata da assorbimenti una volta applicata al mattone possono variare tra le diverse marche di mattone e mortaio.
Con più di qualità mattone essere estremamente uniforme, una volta che la prima riga è stato livellato righe successive non avranno bisogno di essere controllata per il livello.
Sulla occasioni che un mattone deve essere ridotto in luogo con un martello, è preferibile usare un martello mattone piuttosto che un martello di gomma.
Anche se la cura deve essere presa non per rompere il mattone, il brusco scosse trasferiti direttamente di un colpo duro da un martello è modo più efficiente di quello di un colpo sordo da un morbido maglio.
Un professionista spugna di cellulosa tilers durerà più a lungo e fare spugnature molto più facile che uno interno spugna.
HTC può essere utilizzato per parge la superficie di una ceramica di lana o di carta guarnizione. Ciò fornisce un sottile, ma resistente, strato di malta per la superficie esposta di una guarnizione. Un mix molto liquido di mortaio e l'acqua è applicato dalla spugna o pennello.
Malta refrattaria può anche essere usato per tenere i pezzi di ceramica di lana in luogo.
E 'importante indossare dei guanti come sia la creta base della malta e di sodio silicato sono estremamente astringente. Strumenti, in particolare i livelli dovrebbe essere spazzata pulita regolarmente. Molti costruttori di stufa i loro livelli di petrolio all 'inizio di ogni giorno.
Il margine spatola dovrebbe mai essere messi in malta secchio, il secchio spugna o al lavoro. Mantenere il mortaio secchio granulare esente da contaminanti è importante.
Tutte le impostare mortai aria rimarrà solubile in acqua, a meno che fuso. Questo dovrebbe essere osservato per la protezione di cui fumi piastrelle in refrattario mortaio da parte di potenziali infiltrazioni di acqua.
L'uso di malta refrattaria a stabilire eventuali elementi di fronte, anche se nascosto dietro ad un regime comune di mortaio comune, non è raccomandato
sabato 15 novembre 2008
il mercato nero delle lavatrici meccaniche
Come forse qualcuno sa (perché me ne vanto spesso) ho una lavatrice vecchia di 15 anni che fa benissimo il suo dovere. Qualche giorno fa si è bloccata, e pensando fosse giunta la sua ora mi sono rassegnata a sostituirla.
Vado da Trony, poi da Mediaworld. La scelta è fra decine e decine di lavatrici "moderne", piene di ogni sorta di ammennicoli, con mille programmi surreali quali "igienizzazione bavaglini" o "risciacquo fodere auto" o "delicato per sottovesti nere". Non mi servono, e non voglio microchip e schede che si sfasciano a guardarli. Chiedo all'addetto:"Mi mostra qualche lavatrice meccanica?"
Risposta: "Mi spiace, sono tutte elettroniche."
Io: "Ma mi va bene anche una cinese da 200 euro, o una Miele da 1400, basta che sia meccanica!"
Lui: "Non esistono. Non le fanno proprio più."
Torno a casa depressa, poi mi ricordo di un negozietto polveroso in zona, con l'insegna "Riparazione elettrodomestici". Vado, e conosco Fausto.
Ora so cosa immaginate: il vecchietto simpatico, portatore di un'antica sapienza artigiana ormai scomparsa, ultimo reduce della filosofia di vita dei nostri nonni. Invece no. Fausto ha il codino, l'orecchino, ha trent'anni ed è piuttosto incazzato per lo spreco che vede in giro.
Mentre armeggia finalmente sulla mia lavatrice, mi spiega: "Le lavatrici elettroniche hanno schede che si rompono non appena prendono una bottarella. Il ricambio costa due o trecento euro, così conviene ricomprarla nuova. Ormai le lavatrici si cambiano ogni tre o quattro anni. Invece questa lavatrice che hai è eterna: ha pochi pezzi meccanici, quando se ne rompe uno si cambia con trenta o quaranta euro, va avanti decenni."
Poi si ferma, e mi sussurra: "Ma se ti servirà una lavatrice meccanica, noi le abbiamo. Teniamo un'officina apposita: le ritiriamo, le rimettiamo a nuovo e le rivendiamo. Sono perfette, costano 150 euro." Quanto un'elettronica cinese. Non ci credo, mi viene la frenesia dello shopping, vorrei andare a scegliermi sottobanco una bella lavatrice "nuova" annata '99, magari con una centrifuga migliore... Ma non serve: Fausto ha finito, la vecchia Candy ha un tubo nuovo e torna a lavare perfettamente.
Mentre esce mi avverte: "Ripariamo tutto, lavatrici, lavastoviglie, aspirapolvere, e anche i ferri da stiro".
Lo vedo andare via con la sua cassetta dei attrezzi e il suo codino, e penso che un ferro da stiro nuovo costa appena 15 euro. Buona fortuna Fausto, nella tua resistenza quotidiana contro un sistema assurdo e molto più grande di te. E grazie per il servizio che rendi.
Che dire?
Io ho una lavastoviglie di quindici anni... anzi no, ripensandoci ormai sono diciassette.
Ha gli inevitabili acciacchi degli anni e di migliaia di cicli di lavaggio... ad esempio, l'elettrovalvola non tiene più bene e, da spenta, lascia trafilare un filino d'acqua... non tanta, ma a sufficienza da allagare la cucina se per caso ci si dimentica di chiudere il rubinettino a mano e, malauguratamente, si sta via da casa per due giorni... e la tentazione di cambiarla è forte.
Guardo le lavastoviglie nei negozi, guardo i prezzi, penso che con poche centinaia di euro potrei averne una nuovissima... e tremo. Tremo al pensiero di tutti i guasti che la lavastoviglie nuova potrebbe soffrire fin da subito, o comunque appena scaduta la garanzia... molti, molti di più di quanti non ne abbia sofferto la mia in diciassette anni di onoratissimo servizio.
Ma il momento delle decisioni irrevocabili è giunto: tra un paio di giorni vado in un negozio di ricambi per elettrodomestici e le compro un'elettrovalvola nuova... :)
venerdì 14 novembre 2008
Questo si che è bravo...
Ed è anche maledettamente bravo.
Ed ha un blog: http://thronsonmasonry.blogspot.com/
Non limitatevi a visitarlo: perdetevici dentro, al suo blog: che ne vale veramente la pena...
lunedì 10 novembre 2008
la dura vita dell'ikeafan riciclatore...
Vi ho mai spiegato perchè, tutto sommato e niente sottratto, sono un estimatore dei mobili Ikea? No? vabbeh, vuol dire che sarà argomento di un altro post...
Comunque, uno degli aspetti più curiosi dei mobili Ikea è la sorprendente quantità di ferramenta varia che spesso avanza dal montaggio dei vari mobili...
Nella foto sopra, vedete quanto "avanzato" dal montaggio di un piccolo scaffale Gorm.
Nel mio caso:
- una dozzina di staffe forate ad "elle", regolabili (possono sempre servire; e regolabili, nei negozi di ferramenta, sono praticamente introvabili...)
- 8 viti autofilettanti per legno (servono sempre... ed infatti ne sono avanzate solo 8!)
- una ventina di rondelle (anche queste: una volta che avete imparato ad usarle nei vostri progetti, non ce ne sono mai abbastanza... quindi servono sempre)
- sacchetti di imballaggio e foglietti di istruzioni sono volati nella differenziata senza passare dal via
- conservare la ferramenta perchè "può sempre servire" è cosa buona e giusta; tuttavia, avere una cosa che non si sa di avere, o che non si sa dove si ha, è come non averla. Se quindi (come nel mio caso) siete dei fanatici collezionisti di ferramenta varia, dovete per forza imparare a conservarla con ordine, usando cassetti, barattoli, scatolette, e chi più ne ha più ne metta... se invece siete dei collezionisti "saltuari", una sola scatola nella quale conservare tutto alla rinfusa (e nella quale andare, alla bisogna, a ravanare per cercare qualcosa che potrebbe andar bene...) è la soluzione migliore e più efficace.
- è triste pensare che questi oggetti, finiti in mano a chi non sia affetto da questo virus collezionistico, finiscano semplicemente nell'immondizia. Si tratta spesso di ferramenta di ottima qualità, o di oggetta altrimenti introvabili o quasi (vi sfido a trovare in negozio delle staffe regolabili come quelle della foto!) . Sarebbe bello se l'Ikea organizzasse un "punto di scambio" per questi oggetti: basterebbe un grande cestone. Ognuno, quando ne ha occasione, vi porta i suoi "avanzi". Chi ne ha bisogno, scava e ravana a suo piacimento, e si porta via gratis quello che gli serve... un bell'esempio di riutilizzo, no?
