domenica 3 agosto 2008

Decalogo: i 10 comandamenti della decrescita

da Comedonchisciotte:

Economia Eco-nomia = De-crescita

Qualunque cosa facciano il Sistema, le grandi imprese, i media, gli Stati, le istituzioni internazionali, gli eserciti… noi possiamo rispondere con la democrazia diretta: forme di vita e di consumo libere da globalizzazione e sviluppo economico.

1. Alimentazione. Consumate tutti i prodotti selvatici che potete e raccoglieteli voi stessi con metodi conservativi. Consumate tutti gli alimenti autoprodotti che potete. Fate in modo che gli alimenti siano biologici, locali, artigianali… Se non avete l’orto né possibilità di averne uno, associatevi a una cooperativa, piantate sul terrazzo di casa, proteggete il piccolo commercio e le reti locali, comprate direttamente da agricoltori e fattori. Se potete, fate lo yogurt, il pane, i dolci… Rifiutate i prodotti delle grandi marche convenzionali, la modificazione genetica, gli alimenti molto pubblicizzati in televisione, il cibo spazzatura… Ringraziate per gli alimenti che mangiate ogni giorno. Diminuite più che potete l’ingestione di proteine animali, molto cara ecologicamente parlando. Consumate i prodotti di stagione. Cucinate a fuoco lento. Evitate il cibo precotto. Conservate e/o proteggete le ricette, le varietà e le tradizioni locali. Nell’India Vedica, il cuoco ricopriva una posizione sociale importante quasi quanto quella di un brahamani o di un medico.

2. Società. Mantenete unita la vostra famiglia. Tessete alleanze con i vicini, con i genitori dei compagni di scuola dei vostri figli (se vanno a scuola), con i colleghi di lavoro, con tutta la comunità e soprattutto con i familiari più stretti e lontani e con i vostri amici. Associatevi a cooperative, spacci, reti di consumo locale… Proteggete il piccolo commercio e le eco-nomie locali, gli artigiani e gli agricoltori locali. Promuovete il modello di società mediterranea, cordiale, semplice. È ecologico, salutare e dona il buon umore.

3. Energia. Risparmiate tutta l’energia possibile. Riciclate energia. Cercate di fare un uso efficiente dell’energia. Traete il miglior profitto dall’energia che utilizzate. Consumate, nella misura delle vostre possibilità, energia che provenga da fonti rinnovabili. Investite, nella misura delle vostre possibilità, in fonti energetiche rinnovabili. Diffondete, nella misura delle vostre possibilità, le fonti energetiche rinnovabili al lavoro, a casa e nei centri di studi…

4. Cultura. Fuggite dall’omogeneizzazione culturale globale e dall’impero anglosassone (e da qualunque altro impero). Siate creativi, partecipativi. Non siate meri spettatori passivi. Proteggete le culture autoctone, le lingue locali, la cultura rurale, i segni culturali distintivi di ogni popolazione (sia rurale o urbana)… Proteggete le radici, il passato, le differenze, la biodiversità culturale… senza fanatismi. Proteggete gli artisti locali e le piccole industrie culturali di ogni zona. Disprezzate la clonazione culturale, sterile e di cattivo gusto. Dalí disse: ˝Solo l’ultralocale può diventare universale". La cultura locale, l’arte in famiglia, le tradizioni proprie… favoriscono l’identità. Senza identità e senza rispetto per il proprio passato (attenzione, non confondetevi con le mentalità chiuse), nessuno è niente. Rispettate le culture orali. Diffidate dei sistemi culturali verticali. Ricordate che dall’università sono uscite milioni e milioni di persone che hanno attentato contro l’uomo e la Natura (e alcuni/e studiosi/e stimati/e).

5. Denaro e consumo. Disprezzate l’usura. Disprezzate la speculazione. Favorite l’eco-nomia. Cercate di non utilizzare denaro elettronico. Incentivate il prezzo equo, il baratto, lo scambio, le monete alternative, i prodotti verdi… Disprezzate le modalità di pagamento posticipato. Evitate lo Stato e le sue tasse più che potete perché la maggior parte di quel denaro non viene utilizzato per fini sociali ma per proteggere lo Stato stesso, l’esercito… Praticate la disobbedienza fiscale ogni volta che potete. Se vi avanzano dei soldi, per qualunque ragione, condivideteli: una volta soddisfatti i bisogni personali, ciò che non si dà… si perde. Evitate il consumo superfluo, compulsivo e inutile. In questo modo evitate di sprecare energia, di produrre rifiuti e di perpetuare il Sistema… Fate in modo che il vostro consumo tenga sempre in considerazione i criteri ambientali, sociali, etici…

6. Lavoro. Fate in modo che il vostro lavoro sia lecito. Ovvero, che abbia il minimo impatto possibile sulla Natura e che non implichi il maltrattamento o il disprezzo di altri esseri viventi, incluso l’essere umano. Fate in modo che il vostro lavoro sia il più verde possibile. Fate in modo che vi lasci tempo libero a sufficienza per progredire spiritualmente, emozionalmente… e per dedicarvi alla famiglia e alle attività che ritenete opportune, siano esse artistiche o sociali… Fuggite dai lavori che fomentano l’usura e la speculazione, il commercio disonesto, lo spreco e il consumo compulsivo, l’inganno al consumatore, la globalizzazione… I lavori artigianali, locali, a dimensione umana, sono lavori che fomentano l’eco-nomia. Se hanno a che vedere con l’agricoltura biologica, le energie rinnovabili, la rilocalizzazione dell’economia, la salute naturale, l’unione della comunità… meglio. Fate in modo che il vostro lavoro non metta mai in pericolo l’esistenza delle generazioni future.

7. Salute. La salute è equilibrio. Favorite il vostro equilibrio e quello della vostra famiglia. Sostenete una dieta e delle abitudini sane, un lavoro e una casa salubri, fuggite dallo stress e da tutte le situazioni che provocano confusione mentale e problemi inutili. Studiate le forme di salute tradizionali, perché vi serviranno. Autogestite la vostra salute e quella della vostra famiglia fin dove vi è possibile. Considerate il mondo della salute come un tutto olistico, che include la dieta, le questioni ambientali, il luogo in cui abitate, il lavoro, il mondo spirituale, la famiglia… Fuggite da ogni tipo di aggressione. La medicina allopatica può avere i suoi lati positivi, a cui si può ricorrere in momenti determinati, ad esempio la diagnosi.. Anche la morte fa parte della vita.

8. Politica. La politica attuale e in generale, salvo eccezioni, tutto il sistema politico… vive agli antipodi della decrescita economica. Ci sono partiti più o meno sensibili ai problemi ambientali e/o sociali, ma, la maggior parte di essi non si azzarda a mettere in questione il modello attuale di sviluppo economico. Al massimo, parla di una descrescita sostenibile; ma, il problema è che la crescita e la sostenibilità sono, come sappiamo tutti, incompatibili. L’unica alternativa possibile è il bioregionalismo, che ha poco a che vedere con i partiti nazionalisti attuali, perché il bioregionalismo implica una decentralizzazione assoluta e radicale. Il modello sarebbe più vicino a un mondo organizzato su piccole regioni autogestite che a sistemi nazionalisti convenzionali.

9. Tecnologia. La tecnologia non è neutrale. La tecnologia punta sullo sviluppo economico e sulla dittatura tecno-scientifica. La tecnologia e la scienza hanno creato una nuova religione, i cui dogmi sono “raccomandati” alla popolazione attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Evidentemente, nell’attualità, in un luogo come la Spagna, sarebbe molto difficile tornare a vivere di caccia, a raccogliere frutta dagli alberi e voltare completamente le spalle alla società tecnologica. Tuttavia, ci sono diversi livelli… di integrazione al mondo tecnologico. Attraverso determinate abitudini di consumo, di vita e scelte quotidiane, possiamo sabotare il mondo tecnologico e le imprese, gli stati, gli eserciti, le macchine… che stanno dietro di essi. Da un lato, senza arrivare a posizioni di luddismo radicale, conviene vivere il più lontano possibile dal sistema tecnologico, che distrugge la Natura e la società umana. E dall’altro, conviene favorire le tecnologie più artigianali, a dimensione umana, sottoposte a un controllo sociale, facile, accessibile e diretto. Senza bisogno di diventare degli Amish, è possibile indirizzare la nostra esistenza verso forme di vita meno dipendenti dal mondo tecnologico. O, almeno, dagli aspetti più demenziali e aberranti dell’universo tecnologico attuale.

10. Spiritualità. Il futuro sarà spirituale o, semplicemente, non ci sarà futuro. Lo studio delle confessioni tradizionali che sono esistite su Gaia ci possono servire d’ispirazione. Questo gran cambiamento di paradigma che implica la decrescita economica è possibile solo nel segno di un cambiamento di paradigma olistico molto più profondo, che includa il mondo spirituale. È impossibile contenere i desideri e la propensione al consumismo, se parliamo di miliardi di persone, senza tener presente la saggezza che emana dai libri sacri e dalle culture orali delle diverse tradizioni del mondo (attenzione, non confondete la tradizione primordiale con guru da quattro soldi, né con le gerarchie ecclesiastiche più inclini alla forma che alla sostanza, né con tradizioni aberranti che non sono mai state consigliate da nessun santo). Ogni tradizione o maestro possiede virtù e metodi propri. Lì troviamo gli strumenti che dobbiamo comprendere e poi assimilare per andare verso una società dignitosa, giusta, libera e bella e in armonia con la Natura e il Cosmo. Nota importante: una vita a basso consumo non implica necessariamente una vita vuota spiritualmente ed emozionalmente ma, al contrario, la vita semplice porta, o può portare, a una vita spiritualmente più intensa nello stesso modo in cui il consumo compulsivo ha come obiettivo riempire il vuoto spirituale della società contemporanea.

Ecoattivisti

Fonte: theecologist.net

Traduzione per www.comedonchisciotte.org di ANTONELLA MACCHIA

giovedì 24 aprile 2008

Wall Street Journal: "Fate scorte di generi alimentari."

(di Debora Billi - dal blog crisis)

Ha fatto un po' scalpore in Rete l'articolo uscito ieri su La Stampa, riguardo agli episodi di razionamenti in USA per la crisi alimentare. E l'argomento è talmente scottante che L'Economist gli dedica la sua cover story questa settimana.

Ma il più inquietante è l'articolo del Wall Street Journal , che qualcuno ha già definito come totalmente irresponsabile: si intitola "Questa non è un'esercitazione. E' ora di fare scorte in dispensa". Ed è davvero incredibile come un paludato e autorevole quotidiano economico di importanza mondiale si azzardi a scrivere roba come questa:

Non voglio allarmare nessuno, ma è ora che gli americani inizino a fare scorte di cibo. Avete visto le scene di rivolte per il cibo nel Terzo Mondo. Si, sono lontani dagli USA, ma il mercato alimentare opera in modo globale. Quando i costi del grano salgono in Asia, succede lo stesso qui.

Fare scorte di cibo può non rimpiazzare gli investimenti a lungo termine, ma può rappresentare un buon investimento a breve termine. Non datevi ai deperibili come uova o latte, ma ai prodotti duraturi: pasta, riso, cereali, e barattoli di qualsiasi cosa dal tonno al pesce alla frutta alle verdure.Una dritta: risparmierete ancora di più comprandone all'ingrosso.

Ora: sogno o son desta? La bibbia del capitalista globale che consiglia di investire in tonno in scatola? Che fine hanno fatto le azioni, i derivati, o il buon vecchio oro? Dovremmo darci all'ammasso come fossimo in guerra? Nascondere farina sotto il letto come in una commedia di Scarpetta?

Inoltre, in un momento in cui c'è crisi di approvvigionamenti ed inflazione, appare una follia incoraggiare alle scorte. Sembra quasi che il WSJ stimoli la corsa all'accaparramento e il peggiorare della situazione: sui forum americani c'è gente terrorizzata che corre al supermercato a comprare sacchi di riso neanche arrivasse lo tsunami. Con una catena distributiva basata sul just-in-time bastano tre giorni di panico per ritrovarsi con gli scaffali vuoti... e a quel punto che succederà?

Il Wall Street Journal ci ha abituato a rassicurazioni sul petrolio, rassicurazioni sulle banche, rassicurazioni sulla Borsa, rassicurazioni sulle monete. Mi piacerebbe proprio sapere cosa gli è preso, stavolta.


sabato 19 aprile 2008

Toh! Un altro che la pensa come me!

Leggo da http://www.onemoreblog.it/archives/019219.html, quoto, cito e sottoscrivo:

vedo la mia casa come una barca, e la uso così. non si butta niente di ciò che può essere riutilizzato, non si compiono gesti se non utili.
in quest'ottica alcune indicazioni:
- spegnere la tv per sempre (e la riforma televisiva è bell'e che fatta)
- entrare nel supermercato solo in caso di emergenza
- acquistare beni alimentari provenienti dal circondario
- muoversi in bici in città, col treno fuori.
- farsi il pane in casa.

le soluzioni offerte da queste azioni vanno molto al di là del risultato immediato: riconnettono sé alla propia anima profonda, quella eterna nel senso di derivata da innumerevoli generazioni precedenti. il senso della propria esistenza scaturisce da solo.

giovedì 10 aprile 2008

Oggi aggiungiamo un blog tra i preferiti...


Mi riferisco al blog vogliaditerra , uno dei blog più stimolanti che abbia mai visto.
Lo cura Ste, "il contadino", e ci offre un punto di vista della vita meraviglioso... e che dovremmo tutti recuperare.
Il suo fotoblog è una tappa obbligata, e la sua collezione di foto per sfondi del desktop è irrinunciabile (la sua "ragnatela con nebbia" è lo sfondo del mio PC da qualche mese...)

mercoledì 9 aprile 2008

Fa la cosa giusta

Nuova fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.
Potrebbe anche esser interessante, se non fosse per il fatto che è a Milano. E, distanza a parte, non è che sia facile parlare di "stili di vita sostenibili" a Milano... anzi, io da anni ormai ho stabilito che Milano è del tutto incompatibile con qualsiasi forma di vita, e che ci tornerò solo sotto la minaccia delle armi...

mercoledì 2 aprile 2008

Perchè votare?

E' da anni che non vado più a votare.
E perfino questi stupidi e primitivi strumenti di sondaggio che adesso è di moda mettere in internet mi danno ragione...



NOTA: evitate di fare anche voi il test. Scommetto che avete senz'altro molte maniere più intelligenti per spendere dieci minuti della vostra preziosa vita...

L'orto sul terrazzo

Per cambiare radicalmente bastano piccole cose, alla portata di tutti. Ce lo ricorda Debora Billi con un bel post su uno dei suoi blog .